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“Il talento sta nelle scelte”

Sembra davvero assurdo guardarsi dietro, guardare al passato per comprendere e apprezzare il presente.

Quando ho fatto la scelta di abbracciare il mio lavoro, non sapevo ancora che potesse essere il mio lavoro.

La grafica non era la mia sola passione, sono un multi potenziale e ai tempi ero semplicemente quello che fa tante cose e non sempre le conclude.

Ero poco più che quindicenne e mi veniva naturale, mentre supportavo mio padre nell’organizzazione degli eventi cinofili, di sviluppare le grafiche pubblicitarie degli eventi stessi.

Facevo tutto con Word di Microsoft e la super funzione futuristica di WORD ART (scende una lacrima al pensiero), proprio lui mi permetteva di fare le prime grafiche con quel tocco speciale di lettering.

Le locandine che “progettavo” facevano il loro dovere, anche se non avevo la minima idea che potesse essere un lavoro, ero concentrato su altro, ai tempi.

Con uno schiocco di dita e passando per due continenti e una decina di nazioni nelle quali ho vissuto, mi ritrovo dieci anni dopo a Lamezia Terme, in Calabria.

⚠️ Ero lì con un gran bagaglio di problemi:

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Facevo mille mila lavori, tra cui anche il “grafico pubblicitario”

– Non avevo una base di clienti miei

– Non uscivo da nessuna accademia delle belle arti o istituto di design

– Stavo per avere un figlio…sì, un figlio vero, Riccardo.

Non posso credere che lavoravo giorno e notte.

Ho fatto la gavetta che hanno fatto tutti o che dovrebbero far tutti per capirne l’importanza.

Ho aperto la Partita Iva con la semplicità con cui si apre una scatoletta di tonno, sicuro che sarebbe stato tutto semplice fin quando, mentre assapori il tonno, non finisci per macchiarti la camicia d’olio.

Ho capito che poteva essere il mio lavoro, perché la mia determinazione, la mia curiosità e lo studio continuo, potevo metterli a disposizione di imprenditori che volevano valorizzare il loro brand, il loro prodotto o il loro servizio.

Ricordo ancora Erika, che quando mi vide in preda a una “crisi creativa” in piena notte, mi abbracciò e mi disse: “stai calmo, lo sai…alla fine ti esce sempre qualcosa di buono che fa la differenza. Sei un vulcano di idee, pian piano capirai come canalizzarle.”

Aveva ragione. Ero portato e troppo appassionato per non andare avanti.

Quindi cambiai città con lei. Scelsi la prima capitale d’Italia, Torino, città nella quale sono anche nato.

Ero senza lavoro, con la mia compagna in dolce attesa e con un pensiero fisso: farcela, riuscendo a vivere di questo.

Mille mila curricula consegnati e mai una chiamata. Centinaia di chilometri percorsi a piedi per consegnarli a mano, in azienda, quei miei curricula. Nulla.

Eppure non ho mai smesso di crederci ed Erika con me.

In un decennio scarso ho avuto la possibilità e il piacere di collaborare prima con brand grandi, poi con multinazionali, sempre come freelance, per supportare i miei clienti con lo sviluppo della grafica e del brand.

Un vero freelance, perché volevo lavorare in libertà e sopratutto godermi mio figlio. Non volevo solo invecchiare, volevo crescere insieme a lui.

✅ Il consiglio che posso dare a chi ha problemi è: meno male che esistono! I problemi sono fondamentali per farti crescere, dai più semplici ai più dolorosi a patto che ne assorbi i benefici e lasci andare gli scarti e carico di consapevolezza affronti il tuo futuro.

Per farcela, lo dico sempre, bisogna alzarsi una volta in più di quanto si cade. Sempre.

Serve coraggio e il coraggio, lo sappiamo bene, esiste solo perché esiste la paura.

Ora ho tre figli, lavoro nella città che amo, faccio l’imprenditore di me stesso e delle idee che ho in mente, ma soprattutto aiuto gli imprenditori a vendere con una grafica che funzioni non creativa fine a se stessa ma che funzioni.

🧔🏼♂️ La barba non fa il filosofo, ma può fare l’hipster.

E tu che scelta farai per la tua azienda o il tuo business?